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Selvaggio Blu

Selvaggio Blu è ormai un “marchio” di qualità che identifica uno dei trekking più belli e famosi d’Italia. Si tratta di un percorso unico nel suo genere che unisce gli aspetti più affascinanti di un trek che si rispetti: paesaggi indescrivibili, difficoltà di orientamento, bivacchi avventurosi all’aperto e un pizzico di difficoltà alpinistiche per condire il tutto.

Il percorso si snoda da Santa Maria del Navarrese fino a Cala Sisine, costeggiando quella che è la scogliera più impervia d’Italia, con il mare sempre sulla destra, e vertiginose pareti rocciose sulla sinistra. Ogni giorno si affronterà un terreno impervio e avventuroso per raggiungere un’idilliaca spiaggetta dove passare la notte.

Selvaggio Blu -vista mare- è un’interpretazione del trekking che unisce il percorso originale ad una variante di recente realizzazione che, tramite una vera e propria via ferrata, permette di stare più vicino al mare. Con la variante denominata “Ledere ‘e Goloritzè”, il trek diventa leggermente più impegnativo dal punto di vista tecnico ma impagabile quanto a bellezza e logicità.

7

Durata

7 giorni

Livello

Buoni escursionisti. Si tratta di un percorso impegnativo con qualche difficoltà alpinistica superabile anche da chi è poco esperto.

Altitudine massima

Informazione Generali

Scheda di viaggio
Attività: escursionismo impegnativo con alcune modeste difficoltà alpinistiche

Categoria: trekking

Sistemazioni: 2 notti in hotel*** in camera doppia-tripla; 4 notti bivacco all’aperto.
Periodo ideale: primavera fino a fine maggio e autunno.
Regione: Sardegna – costa orientale tra Pedra Longa e Cala Sisine

Date

Il trekking non è fattibile per via del troppo caldo da inizio giugno a metà settembre. Possibilità di altre date su prenotazione contattandoci ai recapiti indicati.

Equipaggiamento

Zaino 50/60 lt. - Sacco a pelo di peso medioleggero (0/+5 °C). + materassino poliuretano. Imbragatura, un moschettone a ghiera, un cordino di 2 m. diam. min. 7 mm - Lampada frontale. Tazza, piatto, posate. Borraccia. Scarpe da trekking collaudate. Ciabatte o sandali leggeri. Tre o quattro magliette possibilmente bianche o di colore comunque chiaro. Tre ricambi di biancheria. Costume da bagno. Robusti pantaloni in tela + pantaloni corti. Felpa in cotone o pile leggero. Giacca a vento leggera. Mantellina o poncho antipioggia (utile anche come ricovero di emergenza in caso di pioggia) 16 m di spago sottile. Cappello, crema ed occhiali da sole. Repellente per insetti. Asciugamano. Occorrente per toilette. Piccolo pronto soccorso personale.

In alternativa il trekking può essere diviso in due parti percorribili in periodi diversi dell'anno ed interscambiabili tra loro.

Costi

La quota comprende

Accompagnamento della Guida alpina e sue spese,n°2 notti in albergo con prima colazione e cena, viveri e acqua durante il trekking, attrezzatura alpinistica collettiva.

La quotanon comprende

Traversate per e dalla Sardegna, eventuali trasferimenti privati a terra, eventuali extra in albergo e tutto quello che non è specificato alla voce precedente.

Itinerario

Giorno 1 - Incontro in albergo entro le ore 20, all’Hotel Santa Maria***

Giorno 2 - Santa Maria del Navarrese-Portu Cuau

Zaino in spalla si parte a piedi direttamente dalle scalinate dell’albergo Santa Maria.
Un primo sentiero facile e pianeggiante permetterà di scaldarci le gambe fino al faraglione di Pedra Longa anche detto Agugliastra: si tratta di un pinnaccolo di roccia dolomitica a picco sul mare, da cui sembra prendere il nome tutta la località dell’Ogliastra. Giunti ad una sorgente, unica fonte di acqua dolce di tutto il trek, inizia la salita in direzione della Punta Giradili.
Questa montagna si erge di fronte al mare con una parete verticale di 400 metri, dalla cui sommità non di rado si vede saltare qualche base-jumper. Una cengia nascosta permette di passare agevolmente ai piedi del muro verticale e di raggiungere l’ovile Uspiggius, dove al riparo di una tettoia per le capre potremo consumare in nostro primo, frugale pasto sul Supramonte.
La giornata prosegue dapprima percorrendo una strada sterrata, facile, che bilancerà la parte finale della tappa che prevede una ripida e intricata discesa nel canyon di Bacu Maore.
Nei pressi di una stretta insenatura che permette l’accesso al mare, denominata Portu Cuau, si conclude la prima tappa: lunga dal punto di vista fisico e delle ore di cammino, ma facile per quanto riguarda le difficoltà tecniche. Bivacco ss (sotto stelle).

Giorno 3 - Portu Cuau-Cala Goloritzè

Con questa tappa gradatamente si entra nella dimensione del selvaggio blu, ossia quella del cinghiale: infatti in queste cinque giornate quello che faremo non sarà altro che cercare la traccia giusta nel Supramonte. Con questa tappa seguiremo il sentiero che presenterà tratti dove aprirsi un varco nella macchia mediterranea (garantiti graffi sulle gambe da sfoggiare come dimostrazione di aver fatto Selvaggio Blu) e tratti di rocce calcaree molto affilate che prendono il nome di “campi solcati”. Non mancheranno belvedere a picco sul mare e sul Capo Monte Santu, e il passaggio da un ovile perfettamente conservato.
Dopo aver goduto il panorama dalla cima di Punta Salinas (m 460), una vetta posta a picco sulla Cala Goloritzè, scenderemo all’omonima caletta dove passeremo la notte. Bivacco ss.

Nota: Questa tappa non è molto lunga quindi nel pomeriggio sarà possibile godersi il mare e la spiaggia oppure per gli scalatori, scalare la mitica Aguglia di Goloritzè (anche detta Punta Carrodi).
Per l’organizzazione del materiale da scalata chiedere alla guida, la via classica è “Easy Gymnopedie” 150mt 6a+.

Giorno 4 - Cala Goloritzè-Ispuligiedenie (Cala Mariolu)

In questa giornata si lascia il Selvaggio originale, che salirebbe verso l’altopiano e la gola di Boladina, per prendere la variante “Ledere è Goloritzè”anche detta “vista mare”: attrezzata da Marcello Cominetti e i ragazzi di Explorando Supramonte nel giugno 2015.Direttamente dalla spiaggia ci si alza su una bianca placca rocciosa da attrezzare con corda che porta al primo ripido bosco sospeso sulla zona denominata “Sorgenti”. Qui inizia il tratto chiave del percorso. Bisogna attraversare trasversalmente tre ripidi canaloni che scendono alle pareti sospese sul mare sottostante e il sentiero è poco più di un’esile traccia tra ghiaie, pareti e macchia. Alcuni tratti da attrezzare con corde portano alla vera e propria via ferrata in cavo di acciaio. Superandola su uno spigolo estremamente estetico e a picco sul mare blu si raggiunge il bosco di Ispuligi che si segue costeggiando grandi caverne scolpite su roccia dai mille colori. Ambiente da Indiana Jones.
In 5/6 ore si guadagna Cala Ispuligedenie (o Mariolu) dove si pernotta. Bivacco ss.

Giorno 5 - Ispuligedenie-Grotta dei vampiri

Direttamente dalla spiaggia per raggiungere un sentiero discreto (a tratti) che prosegue a mezzacosta occorre risalire una sorta di frana che verrà attrezzata con corda.
Dopo qualche ora di lotta in ambiente di straordinaria bellezza e grande isolamento (si passa sotto a pareti mai scalate dall’aria repulsiva quanto affascinante) ci si ricongiunge al Selvaggio Blu classico che scende dall’altopiano. Dopo alcune calate a corda doppia e tratti esposti su mare si raggiunge un’insenatura chiamata Bacu Mudaloru, qui troveremo dei rifornimenti e potremo scegliere se passare la notte nello stesso posto oppure caricarci di cibo e acqua e proseguire un altro paio d’ore fino ad una gigantesca grotta a picco sul mare. Bivacco ss o in grotta.Cala Biriola.

Giorno 6 - Grotta dei Vampiri- Cala Sisine

Lunga tappa, quanto a panorami forse la più bella.
Inizieremo la giornata con una calata in corda a picco sul mare, e proseguendo con passaggi davvero incredibili attraverso strette cenge, buchi nella roccia e Iscalas Fustes (ossia scale fatte con tronchi di ginepro) arriveremo a Bacu Padente (anche detto Su Feilau). Una faticosa risalita di ca. 400m ci porterà al sommo mezzacosta di Serra Ovara, da qui con 2 calate oppure un tratto attrezzato con iscalas fustes e cavi arriveremo a Cala Biriola. Continuando nel bosco di Biriola passeremo sotto le pareti di Oronnoro, incredibili muri strapiombanti dove sono state tracciate alcune delle vie di arrampicata più dure d’Italia. Successivamente occorre affrontare le bastionate rocciose che sbarrano l’accesso a Cala Sisine, attraverso un complesso sistema di cenge e misteriosi (Si, proprio misteriosi! Vedrete…)passaggi in arrampicata (10m IVinf. oggi in parte attrezzati con catene).
Con un altro paio di calate in corda si raggiunge la Cala. Selvaggio Blu finisce qui e ci si è guadagnati la “medaglia”! Rientro in barca a S: Maria Navarrese. Hotel ***, doccia (finalmente), e cena. Hotel.

Giorno 7 - Scioglimento del gruppo dopo colazione

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